"Cura del vampiro" contro l'alopecia areata

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"Cura del vampiro" contro l'alopecia areata

elisogno
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A mettere a punto questa sperimentazione per combattere l'alopecia areata, è stato un gruppo di ricercatori guidati da Fabio Rinaldi, dermatologo dell'International Hair Research Foundation (IHRF) di Milano. Grazie ad una collaborazione con l'Università di Brescia e con l'Hebrew University Medical Center di Gerusalemme, Rinaldi ha testato l'efficacia nel trattamento dell'alopecia di iniezioni di plasma arricchito di piastrine, una tecnica già utilizzata in alcune procedure cosmetiche di ringiovanimento della pelle del volto e delle mani, nella cura delle ulcere croniche della pelle e in odontoiatria.

Come descritto dagli autori sulle pagine del British Journal of Dermatology, il plasma è stato prelevato dagli stessi individui in cui è stato successivamente iniettato. La sperimentazione ha coinvolto 45 pazienti affetti da alopecia areata che sono stati trattati solo su metà della testa con iniezioni di plasma, di triamcinolone acetonide – un cortisonico utilizzato per trattare diversi problemi alla pelle – o di un placebo. Ciascun partecipante ha ricevuto 3 trattamenti distanziati di un mese l'uno dall'altro. I pazienti sono stati seguiti per un intero anno, durante il quale sono stati monitorati la ricrescita dei capelli, la loro degenerazione, il bruciore e il prurito, la proliferazione delle cellule staminali - valutata in termini di espressione della proteina Ki-67, noto marcatore di questo processo – e la morte cellulare – valutata in termini di espressione del gene c-kit.

 Rispetto al placebo e al triamcinolone, le iniezioni di plasma arricchito di piastrine si è rivelata più efficace in termini di aumento della ricrescita dei capelli e di riduzione della degenerazione del capello e di bruciore e prurito. Non solo, anche la proliferazione delle cellule staminali è risultata maggiore in seguito alle iniezioni di plasma, mentre non è stato riscontrato nessun effetto collaterale durante il trattamento. “Questo studio pilota – concludono gli autori - suggerisce che il plasma arricchito di piastrine potrebbe essere un'opzione per un trattamento efficace dell'alopecia areata”.

 Uno dei problemi che si riscontrano quando si sperimentano nuove trattamenti per l'alopecia areata è che spesso si tende a pensare che quello ottenuto non sia un effetto specifico della terapia e che il problema fosse già di per sé destinato a risolversi da solo. “Per questo – racconta l'esperto - abbiamo trattato solo alcune zone affette dal problema, dimostrando che i capelli ricrescono solo lì dove iniettiamo il plasma”. Non solo, mentre “il cortisone è efficace nel 30% circa dei casi e dà diversi effetti collaterali, questo trattamento ha un successo del 64% circa”.

 In realtà, continua Rinaldi, è già da almeno 3 anni che questa tecnica viene utilizzata con successo. Le sue applicazioni sono diverse, ma “la più comune è l'alopecia androgenetica, la più classica causa di perdita di capelli nell'uomo”. L'esperto l'ha però sperimentata anche per problemi più gravi, come la perdita di capelli nei bambini sottoposti a terapie anticancro, per la quale si è dimostrata un approccio estremamente efficace. “Nel caso di una bambina abbiamo utilizzato il plasma per trattare le aree senza capelli sulla parte posteriore della nuca, mentre su quella anteriore abbiamo applicato il placebo. Solo posteriormente sono ricresciuti i capelli, mentre davanti la situazione è addirittura peggiorata”.

Il pensiero di doversi sottoporre ad iniezioni nel cuoio capelluto potrebbe scoraggiare i pazienti più paurosi nella scelta di questo trattamento, ma in realtà non è strettamente necessario che il plasma venga iniettato. “Nella pratica comune viene utilizzata un'altra tecnica, la ionoforesi. In sostanza viene applicato un campo elettrico che apre i canali sulle membrane delle cellule permettendo il passaggio di varie sostanze. Il paziente deve solo tenere una mano appogiata su di una piastra mentre l'elettrodo viene passato sulla zona da trattare”. Tuttavia, anche nel caso in cui vengano effettuate le iniezioni i vantaggi rispetto ad un trapianto sono numerosi. “Un intervento chirurgico richiede che siano disponibili dei capelli da trapiantare, ha dei rischi e dei tempi di recupero ampi – sottolinea Rinaldi -. Questo trattamento, invece, è a rischio zero, permette una ripresa immediata e nell'80% dei casi di alopecia androgenetica dà una ricrescita significativa. Inoltre è molto meno costoso”.

 A questo proposito, un trattamento completo può costare tra i 1.500 e i 2.00 euro. Una terapia tipo prevede 5-6 mesi di trattamenti distanziati di 1 mese-1 mese e mezzo. Nei primi 2 mesi è possibile riscontrare i primi effetti in termini di diametro, mentre la ricrescita è apprezzabile nei 6 mesi successivi. Oltre a non essere dolorose, le sedute non sono nemmeno lunghe. “Utilizzando il sangue in 40 minuti si fa tutto”, racconta Rinaldi, che anticipa anche un'altra novità del settore: “se al posto del sangue si utilizzano cellule del tessuto adiposo si riesce a stimolare ancora di più la ricrescita”. In questo caso i tempi di una seduta si aggirano intorno a un'ora, ma dati i risultati ottenibili sembra proprio che valga la pena investire questi minuti per tentare questo approccio alla cura della perdita dei capelli
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Re: "Cura del vampiro" contro l'alopecia areata

Paoletta1968
Interessante, non la consocevo: qualcuno ha mai provato questa cura? E se sì, dove e con che risultati?
Sarei interessata